I Migliori Loghi di Film Horror

Come avete passato questo Halloween? Personalmente non ho mai creduto alle feste “importate”, soprattutto a quelle che hanno solo fini consumistici. Ad ogni modo, uno dei modi migliori per trascorrere questa festività di origine celtica è quello di guardare un film horror con i propri amici. E a questo proposito, oggi daremo un’occhiata ai migliori loghi di film horror che fanno parte della storia del cinema.

11 Loghi di Film Horror

Se alcuni non appaiono come li ricordate, non siate troppo sorpresi. Tempo fa, i produttori di film adottarono un approccio molto più “vago” al marchio da rappresentare, con logo design diversi (e spesso molto diversi) dei film horror per adattarli ai diversi mercati internazionali.

L’Esorcista

i migliori loghi di film horror

Uno dei classici della filmografia horror risale al 1973. All’uscita il film era talmente terrificante, che si verificarono molti svenimenti in sala! Per questo motivo fu anche bandito dal Regno Unito.

Creato da Dan Perry, questo logo richiama ai temi religiosi del film in modo sottile ed elegante. Il font usato, a differenza del solito stile cartoon usato per i film horror degli anni ’50 e ’60, è abbastanza formale e molto simile ai caratteri “sacri”. Anche per questo motivo e all’accostamento del rosso sul nero, fanno risultare il design tremendamente sinistro.

The Omen 666

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Uscito per la prima volta nel 1976, il film era basato sulla storia del figlio del diavolo che nasceva nell’era moderna. Per dar più forza al concetto, il logo incorpora il numero satanico 666 nella “O” di questo logo.

Come il logo Exorcist sopra, il design utilizza uno schema basato sul colore rosso-nero e un carattere che ricorda i testi religiosi medievali. Ma qui c’è una sorta di “infantilità” e un lettering decentrato, che riflette un senso inquietante di follia.

The Shining

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L’adattamento di Stanley Kubrick del 1980, basato sull’omonimo romanzo di Stephen King, è considerato uno dei più grandi film horror di tutti i tempi. Quindi è normale che il suo logo sia stato creato da uno dei più grandi graphic designer del mondo, Saul Bass.

Il design si focalizza attorno al contorno di una misteriosa presenza maligna raffigurata nella “T”, con una tipografia sbilanciata (una strana combinazione di maiuscole e minuscole, con la parola “The” più prominente rispetto a “shining”) riflette splendidamente il turbamento nella mente del protagonista, interpretato da Jack Nicholson.

Venerdì 13

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Venerdì 13, traduzione italiana dell’originale Friday The 13, è uno dei franchise più ricchi della storia grazie anche al merchandise prodotto e ai riferimenti nella cultura di massa. La saga si compone di ben 12 film e iniziò nel 1980, con una storia basata su un gruppo di adolescenti che venivano uccisi uno alla volta in un campo. Questo film era destinato sia a spaventare il pubblico che a farlo ridere! E questo concetto è ben rappresentato dal suo logo dal font in stile “cartoon”che mescola brillantemente il macabro e la commedia. Con lettere simili a pezzi di legno rotto e il sangue nel “13”, il design lascia poco all’immaginazione sul genere del film.

A Nightmare on Elm Street

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Meglio conosciuto in Italia semplicemente come “Nightmare” (incubo, in italiano), il film è la storia di un fantasma che si nutre dei sogni delle persone. Questo film è stato l’archetipo del genere horror negli anni ’80 e divenne un franchising di grande successo.

Il logo era diverso a seconda del materiale promozionale ma, a mio parere, il migliore è questo. Creato da Dan Perri, evoca una strada di edifici in fiamme che trasmette l’aspetto truce dell’inferno e della dannazione. Insomma un vero e proprio incubo!

Scream

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Reinventando l’horror “basato” sulle armi da taglio e abbattendo i suoi stereotipi (i protagonisti sono infatti perfettamente consapevoli dei cliché horror), questo film del 1997 ha portato il genere in una nuova era. Il logo, anche se semplice e minimalista, era molto moderno per gli anni ’90. La “M tagliente” è la vera e propria chicca.

The Blair Witch Project

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Alla sua uscita, nel 1999, The Blair Witch Project fu il pioniere di un nuovo genere chiamato “found footage”: la maggior parte del film è infatti basato su una serie di testimonianze di persone scomparse o morte, mentre gli eventi sono visti sullo schermo attraverso la camera di uno o più personaggi coinvolti nella vicenda, spesso con una voce off-screen. Grazie a questo film horror, prese piede un modo totalmente nuovo di fare marketing cinematografico: invece di apparire solo sulle locandine, il logo si diffuse anche in internet, associato ad altri elementi visivi del film, proprio come se fosse una storia vera. Fu forse il primo caso di successo di viral marketing. Per quanto riguarda il logo, possiamo notare come il lettering frastagliato e l’emblema della sagoma umana sulla croce, danno al design un aspetto davvero sinistro.

The Ring

Uscito nel 2002, The Ring è un horror psicologico basato sulla storia di una videocassetta maledetta che causerebbe la morte, dopo sette giorni, delle persone che l’hanno vista. Si tratta di un remake hollywoodiano di un grande film giapponese, chiamato “Ringu”.

Per quanto riguarda il logo, la “versione americana” è la migliore. La scrittura infantile e asimmetrica e il cerchio luminescente che la circonda creano un effetto finale originale e abbastanza inquietante.

28 Giorni Dopo

i migliori loghi di film horror

Uscito nel 2002, è stato uno dei primi film horror moderni basati sul genere “zombie”. Il logo unisce un design contemporaneo (che si rifà ai graffiti e agli stencil) ad uno stile medievale che richiama le corna del diavolo!

Paranormal Activity

Come The Blair Witch Project, è un altro film del fortunato genere “found-footage”. Ma Paranormal Activity è diventato uno dei più grandi franchising horror moderni. Il logo “freddo” e minimal assieme alle lettere maiuscole evocano la realtà digitale, mentre le linee sfuocate, il kerning ampio e lo schema “rosso su nero” sono un chiaro richiamo al contenuto horror del film.

Saw

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Saw è stato uno dei film di maggior successo del genere “torture porn”, ma che ha anche generato un rinnovato senso di disgusto verso questo genere! E questo logo ritorto e deformato è perfettamente in linea con le reazioni che intende suscitare: il design è distorto e fuori fuoco, con lettere deformi e graffiature metalliche, ed anticipa esattamente le scene orribili che si vedranno nel film.

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