Logo Design: Storia ed Evoluzione di 3 Loghi Iconici

I loghi iconici sono creazioni uniche e particolari, che spesso hanno il dono dell’essere “senza tempo”. Altre volte, anche marchi brillanti e di tendenza si affievoliscono e si attenuano con il tempo, diventando quasi obsoleti davanti a concorrenti più progressisti e moderni.

Logo Design: Storia ed Evoluzione di 3 Loghi Iconici

Se il vostro marchio rientra nella prima categoria, siete fortunati e dovete far di tutto per dargli il riconoscimento che merita. Se invece il vostro logo rientra nella seconda categoria, un restyling potrebbe risolvere il problema. Il più delle volte, i marchi iconici e i migliori loghi del mondo si evolvono nel tempo, passando attraverso quelle che possiamo chiamare “fasi di raffinamento” (leggi anche 8 Modi Per Fare Il Restyling di Un Logo).

Nel caso di molti marchi famosi, questo processo ha richiesto decenni. I cambiamenti tra i rebrands possono essere sottili o possono essere così drastici che le prime raffigurazioni del marchio diventano quasi irriconoscibili ai consumatori moderni (leggi anche I 20 Loghi Più Iconici d’America).

In questo articolo vedremo per l’appunto tre storie di loghi noti che hanno passato diverse fasi di affinamento per raggiungere il design che conosciamo oggi.

IBM

Il primo logo della famosa compagnia produttrice di computer era un monogramma e raffigurava le iniziali della società, che all’epoca si chiamava International Time Recording Company (ITRCo).

Il design a monogramma, risalente al 1888, era piuttosto goffo e confuso se paragonato a quelli più moderni. Decisamente meglio il logo monogramma realizzato nel 1891 per la “neonata” Computing Scale Company, meravigliosamente decorativo anche se abbastanza illeggibile (leggi anche

Nel 1911, l’ancora più piacevolmente denominata Computing-Tabulating-Recording-Company (una fusione dei due naming) trovò una via di mezzo tra i loghi dei suoi predecessori, bloccando quattro lettere insieme in un altro monogramma, completo di un carattere serif ornamentale.

Il nome IBM arrivò solo nel 1924. Per la prima e unica volta nella storia del marchio, il design del logo ha declinato il nome in modo audace e futuristico attorno a una forma di globo, abbandonando quindi l’utilizzo di un semplice acronimo.

Le famose tre lettere fecero la loro apparizione nel 1947, incastonate in un robusto carattere serif. Otto anni dopo, nel 1956, il leggendario designer Paul Rand perfezionò le forme delle lettere aggiungendo dettagli distintivi e un carattere più “tagliente”, in modo da dare più personalità al marchio (come i quadrati all’interno della “B” e una punta affilata come un rasoio sulla “M”).

Rand migliorò il proprio lavoro nel 1967, definendo la forma del logo usando 13 barre orizzontali blu uguali e distanziate. Lo perfezionò ulteriormente nel 1972, a soli otto barre per lettera. Agli albori dei computer, quando un logo doveva essere crudamente riprodotto su uno schermo a bassa risoluzione, era un colpo di genio trasformare una simile restrizione in un punto di forza. Oggi IBM non è solo un colosso nel settore tech, ma ha anche un logo distintivo e un carattere tipografico personalizzato.

Pepsi

Fino agli anni ’60, Pepsi aveva un logo stile “script” non dissimile da quello della sua principale rivale, Coca-Cola. Il suo originale e spigoloso marchio del 1898 , caratterizzato dall’unione della “P” di Pepsi con la “C” di “Cola” con una sorta di “swoosh”, fu ulteriormente migliorato nel 1905 per smussare le lettere, scalare le maiuscole per dare enfasi al design e aggiungere un banner svolazzante alla “C” (drink, una trovata di marketing per “stimolare” il pubblico a bere la propria bibita).

Il primo logo, a mio parere, era un po’ inquietante e privo di sostanza. Senza contare che il nome del marchio era appena riconoscibile. Per fortuna, l’azienda già nel 1906 rielaborò il proprio marchio, “ingrassando” le lettere, perfezionando la forma generale e rendendo l’intero marchio più stretto, oltre a impostare la parola “bevanda” all’interno del banner in una rielaborazione successiva.

Questo design è rimasto attivo fino al 1940, quando fu poi introdotta una versione più ordinata e pulita. Il design mantenne comunque alcune sfaccettature e particolarità del vecchio, incluso il caratteristico loop sulla “C”.

Negli anni successivi, forse per distaccarsi dal distintivo utilizzo del carattere “spenceriano” e dei colori del rivale, Pepsi abbandonò il suo logo (e la scritta “Cola” del suo nome) nel 1962 in favore di un carattere sans serif più moderno, tutto maiuscolo e impostato su un tappo stilizzato rosso, bianco e blu.

Negli anni seguenti, il design del “tappo” Pepsi fu ulteriormente migliorato grazie a strisce rosse, bianche e blu. Il marchio semplificato, a tinta piatta e introdotto nel 1973, rimase in auge per quasi 20 anni fino al 1991, quando per la prima volta fu tolta la scritta, lasciando il cerchio come simbolo autonomo (leggi anche Coca Cola vs Pepsi: Strategie di Brand a Confronto).

Dopo altre due leggeri restyling e un numero crescente di effetti grafici aggiunti, Pepsi decise per un restyling definitivo nel 2008, optando per l’iconico cerchio e un moderno carattere minuscolo dove la “e” ha una certa oscillazione distorta per dare un senso di movimento al design.

AT&T

Nel 1889, l’azienda che oggi  conosciamo come AT & T – Bell Telephone Company, aveva un logo che raffigurava semplicemente un campanello in una scatola, un chiaro riferimento al fondatore della società, Alexander Graham Bell (Bell-campana,campanello, il dispositivo che inventò nel 1876).

Poco più di un decennio dopo l’invenzione rivoluzionaria di Bell, l’audace affermazione di “telefono a lunga distanza” all’interno della campana nera sarebbe stata senza dubbio sufficiente per attirare l’attenzione del pubblico, anche senza necessariamente includere il nome della società.

Il nome “American Telephone and Telegraph Co and Associated Companies” fu aggiunto nel 1900, ma ora il design della campana faceva riferimento sia ai telefoni locali che quelli a lunga distanza, grazie alla scritta generica Bell System. Dire che l’iterazione del logo di AT & T del 1900 era prolisso è un eufemismo!

Nel 1921, il valore della novità nell’offerta di chiamate locali e interurbane era probabilmente svanito, anche se il nome Bell System rimase nel logo per oltre 30 anni.

Nel 1969, grazie al tocco magico di un altro designer leggendario (Saul Bass), la campana ricevette un look stilizzato e moderno. Grazie anche al blu ciano utilizzato, il logo era certamente più distintivo rispetto al precedente. Nel 1983, tuttavia, la campana fu sostituita da un globo a strisce che includeva la scritta AT&T.

Gli Stati Uniti, come luogo di nascita di AT & T, sono sottilmente indicati nel modello fluttuante delle linee sul globo, anche se il marchio risultante è stato anche soprannominato la Morte Nera dagli impiegati! Dopo tante rielaborazioni, si arrivò al logo attuale realizzato dall’agenzia Interbrand nel 2016. Senza campane.

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