I 5 loghi più criticati del 2011

Per ogni logo designer è sempre un onore poter lavorare alla creazione di marchi famosi e allo sviluppo della loro identità. Oltre a far guadagnare un sacco di soldi, questo processo di sviluppo di brand di primo piano e il loro logo design, incrementerà anche il prestigio del portfolio di design creando ai designers coinvolti un’ottima reputazione. Ma, il più grande svantaggio quando si progetta un logo per queste tipo di società è che esse, essendo ben note sul mercato, sono di conseguenza esposte alle critiche del pubblico! Nel corso degli anni, ci sono state molte polemiche riguardanti particolari loghi, sia i nuovi che quelli riguardanti il loro re-design, per uno o più motivi. In tutto questo clamore, non sono stati esenti da polemiche anche i designers e le agenzie di design che li avevano progettati. Così oggi, vorrei discutere con voi di 5 loghi famosi che sono stati fortemente criticati quest’anno:

Gap – Laird and Partners

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Lo scorso anno, la rinomata catena di abbigliamento Gap, ha effettuato il re-design del proprio logo. Come previsto, ci sono state così tante critiche dal pubblico che la società ha dovuto ripristinare il vecchio logo! L’agenzia grafica che ha riprogettato il logo è stata la Laird and Partners. Le maggiori critiche si sono sollevate dalla comunità dei designers in quanto, secondo loro, sia i font che i colori utilizzati nella riprogettazione non erano in sintonia con i veri valori dell’identità GAP.

London 2012 – Wolff Olins

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Un altro noto logo che ha catturato l’attenzione del pubblico, ma per le ragioni sbagliate, è il logo delle Olimpiadi di Londra 2012. Progettato da Wolff Olins nel 2007, questa identità è costata al comitato olimpico inglese una somma enorme: £ 400.000!! Giorni dopo il suo lancio, ci sono state immense reazioni negative da parte del pubblico contro questo logo. In un primo momento, è stato criticato per la sua somiglianza stridente con una posa discutibile ed esplicita! Dopo di che, è stato contestato anche per la sua somiglianza con il simbolo nazista. L’ultima polemica che circonda questa identità è stata portata dall’Iran, che ha denunciato che il design visualizzi esplicitamente la parola ZION (Sion, sionista) e per questo ha presentato una denuncia formale al C.I.O. (Comitato Olimpico Internazionale).

Pepsi – Arnell Group

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Verso la fine del 2008, la famosa azienda produttrice di bevande Pepsi ha annunciato il redesign del proprio logo. L’intero rebranding è stato effettuato dall’Arnell Group, un’agenzia grafica con sede a New York. L’intera riprogettazione del logo è costato alla Pepsi Inc. circa 1 milione di dollari e ha attirato su di se moltissime critiche. Oltre alla sua stretta somiglianza con il sorriso della Mona Lisa di Leonardo, alcune persone hanno notato anche che somigliava troppo al logo della campagna presidenziale di Barack Obama! Come se non bastasse, questo logo è stato oggetto di simpatiche parodie in Rete!! (li potete trovare digitando su Google le parole “pepsi honest logos”).

Big Ten – Pentagram

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La Big Ten Conference è la più antica associazione sportiva universitaria di tutto il panorama sportivo americano, essendo nata addirittura nel 1896. Tranne la “University of Chicago” tutte le storiche squadre che la fondarono vi fanno ancora parte, unica neofita è la “Penn State University” che si è aggiunta solo nel 1990, facendo arrivare il numero degli atenei a 11 (paradossalmente smentendo il nome stesso della conference). Così la Big Ten decise che era arrivato il momento per un redesign del proprio logo! L’identità precedente era stato creata con un logo dove vi era abilmente nascosto un “11” tra le parole Big Ten, che denotava appunti il numero dei suoi componenti. Ma dopo l’aggiunta della 12 ° università, l’agenzia di design Pentagram fu ingaggiata per ridisegnare la nuova identità. Il nuovo logo ha attratto su di se diverse reazioni negative da parte del pubblico. Alcuni erano del parere che si trattava di un lavoro fatto in maniera troppo frettolosa e ingenua! Altri hanno espresso il loro rammarico del non trovare nascosto il numero “12” da qualche parte, come nel logo precedente!

Rio 2016 – Tàti

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Dopo che Rio de Janeiro fu scelta come sede per i giochi Olimpici del 2016, il comitato olimpico brasiliano diede mandato all’agenzia grafica “Tàti” di disegnare un logo che rappresentasse sia il Brasile che lo spirito olimpico. Così l’anno scorso, il logo fu presentato al mondo in una sontuosa conferenza stampa! Il logo ritrae un anello di multi-figure colorate che si tengono per mano, che è un’evocazione del famoso quadro di Matisse “La Danza”. Ma il grande pubblico lo criticò parecchio. Alcuni erano del parere che il design sia “deprezzato” a causa del modo in cui i colori sfumano l’un l’altro. Inoltre molti attenti osservatori hanno notato che questo logo somigli un pò troppo a quello della “Telluride Foundation”. In teoria, il design di questo logo dovrebbe visualizzare la parola “Rio”, ma ci vuole un occhio molto allenato per vedere questa parola! Invece la percezione fra il pubblico è passata da apprezzamenti a commenti di scherno, in quanto molti lo hanno paragonato a un ciuccio per bambini, ad un perizoma e, addirittura, ad un fallo!! Secondo altri, la forma però può anche essere associata ad un famoso dolce brasiliano, il pan di zucchero! In ogni caso, tutti concordano nel dire che l’identità rappresentata generi troppa confusione a causa del particolare design.

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